In Criptoamore, Daniele Accossato, artista torinese noto per la sua ricerca scultorea, traduce il suo immaginario tridimensionale in un'immagine dalla forte densità simbolica e materica. L'opera nasce dalla stessa tensione che attraversa le sue sculture: il dialogo costante tra fragilità e resistenza, tra protezione e ferita, tra ciò che è nascosto e ciò che inevitabilmente emerge.
Al centro della composizione c'è una figura raggomitolata su se stessa, quasi contratta, ricoperta da un manto di piume che fungono da corazza e allo stesso tempo da segno di vulnerabilità. Le piume non sono ornamento, ma materia viva, carica di significati ambigui: leggerezza e caduta, difesa e abbandono. Intorno alla figura, lo spazio architettonico è silenzioso, rarefatto, come una camera rituale in cui il gesto d'amore si trasforma in atto segreto, custodito.
Il riferimento alla calce rimanda direttamente alla pratica scultorea di Accossato: una materia primaria, legata alla costruzione e all'interramento, alla permanenza e alla cancellazione. In Criptoamore la calce diventa metafora di un sentimento che si stratifica, si protegge, si cripta per sopravvivere. L'amore non è dichiarato, ma nascosto, sedimentato sotto la superficie, come una reliquia emotiva.
La luce illumina la scena con precisione quasi scultorea, modellando volumi e ombre come se l'immagine fosse un bassorilievo contemporaneo. Anche quando trasposta su lastra, l'opera conserva una forte qualità plastica, coerente con l'origine tridimensionale del linguaggio dell'artista.
Parte del progetto The Unseen, Criptoamore rivela una dimensione intima e sotterranea dell'esperienza umana: ciò che non viene esposto, ma tenuto nascosto. Un'opera intensa e misurata, che parla dell'amore come atto silenzioso e duraturo, pensata per collezionisti interessati alla ricerca contemporanea che unisce scultura, simbolismo e introspezione.