In In & Out – The Blending of the Senses, Luca Bellandi mette in scena uno dei temi centrali della sua ricerca: l'abito come soglia, come forma che conserva la memoria del corpo senza mai svelarla. Non c'è presenza umana, ma piuttosto un vuoto abitato, un busto che esiste come traccia, guscio, eco sensoriale.
L'opera raffigura un indumento sospeso nello spazio, inserito all'interno di un'architettura classica e rarefatta. L'abito non veste nessuno, e proprio per questo diventa un dispositivo di proiezione: ciò che vediamo non è un corpo, ma la possibilità di un corpo. Intorno al busto, elementi orbitali e traiettorie circolari suggeriscono un flusso continuo di percezioni, come se i sensi – vista, tatto, memoria – ruotassero attorno a un centro assente.
Il titolo In & Out fa riferimento a un movimento costante tra interiorità ed esteriorità: ciò che normalmente è intimo viene esposto, mentre il corpo, che dovrebbe essere visibile, scompare. Bellandi lavora su questa inversione percettiva, trasformando l'abito in un confine poroso tra identità e spazio, tra esperienza privata e dimensione pubblica.
La luce morbida e avvolgente contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e contemplativa, accentuando il carattere quasi rituale della scena. La stampa su lastra amplifica la purezza formale dell'immagine e la sua profondità, conferendo all'opera una presenza elegante, silenziosa e intensamente concettuale.
Parte del progetto The Unseen, il lavoro di Bellandi riflette sull'invisibilità del soggetto contemporaneo e sulla possibilità di percepire ciò che non è più fisicamente presente. In & Out – The Blending of the Senses non rappresenta un corpo, ma lo evoca, trasformando l'assenza in un'esperienza visiva e sensoriale.